Corte XIII Secolo – Historiae et Militia

Nasce il progetto Corte XIII Secolo del quale i Cavalieri del Fiume sono co-fondatori e partecipanti insieme ad alcune delle compagnie di rievocazione storica più importanti del nord Italia.

Vi invitiamo ad accedere al sito

http://www.corte13.it/

Corte XIII secolo è un progetto che coordina le attività dei più qualificati gruppi storici del tredicesimo secolo nel territorio norditaliano.

In grado di supportare associazioni, produzioni ed enti pubblici nella realizzazione di eventi il più possibile curati sotto l’aspetto della correttezza filologica e dello spettacolo, potendo contare su oltre 100 figuranti in abiti storici curati nel dettaglio. Fanti, arcieri, cavalieri, balestrieri, mercanti, nobili, monaci, contadini, donne e bambini. Accampamenti con più di 30 tende e padiglioni, macchine da assedio, banchi mercantili, forge e cucine da campo.

Al progetto partecipano:

Cavalieri del Fiume (Modena)

Confraternita del Dragone (Cremona)

Confraternita dell’Orso (Brescia)

Corvi di Ventura (Bergamo)

Società delle Arti & delle Armi (Rimini)

Speculum Historiae (Torino)

 

Vi invitiamo ad accedere al sito di Corte XIII Secolo per avere ulteriori info, vedere le foto e rimanere aggiornati sulle date.

 

 

 

 

La battaglia del pedites – Giorno II

Rientriamo al campo per la baldoria commemorativa di una cosi schiacciante vittoria! Il nostro capitano, che per la prima volta è stato in linea con noi, ci fa i complimenti. Il suo secondo che ha guidato le truppe in questa battaglia è al settimo cielo, non poteva immaginare un battesimo migliore sul campo! Il resto della notte passa tra fiumi di birra e risate di autentica felicità: poche perdite e una vittoria schiacciante è la realtà che cede il posto al sogno che ci cullerà in tenda questa notte.

 

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La mattina ci svegliamo presto, sembra che il campanaro di Urgnano voglia festeggiare ancora la vittoria per la difesa della sua chiesa perché continua a far suonare le campane anche molto dopo aver dato i rintocchi dell’ora! Continua e continua ancora fin quando tutto il campo è sveglio e comincia a cercare di racimolare qualcosa da mettere sotto i denti. Anch’io come tutti sono affamato e mi metto a cercare del cibo. Dopo essermi sciacquato e aver messo qualcosa sotto i denti mi ritrovo con i compagni intorno al tavolo ad attendere notizie dai capitani per capire cosa succederà oggi. La disfatta di ieri è bastata loro o cercheranno di assaltare le mura anche oggi? Per un assedio vero e proprio non sono pronti, sono troppo pochi, disorganizzati e non hanno viveri, con la mia compagnia saremmo in grado di tagliar loro i rifornimenti in quattro e quattr’otto. Attendiamo tutta mattina e arriviamo all’ora di pranzo. Mangiamo la cacciagione cotta sul fuoco e facciamo delle chiacchiere fino all’inizio del pomeriggio quando i capitani ci informano che quei cani guelfi si stavano riformando e stavano riparando le torri d’assedio, questo poteva voler dire solo che ci avrebbero riprovato. Bene, li ricacceremo a casa anche oggi!

Le ore passano lentamente riparando le armi e aiutando i compagni ad unire le placche di cuoio per fare nuove armature. Arriviamo fino a metà pomeriggio in quest’ozio e stò cominciando a maledire questo infernale pomeriggio di luglio per la calura intensa.

Poi di colpo arriva l’ordine, i capitani ordinano di prepararsi e il campo diventa un formicaio. Cominciamo tutti a vestirci per la battaglia. In poco tempo siamo pronti e veniamo incolonnati come sempre i con targonieri in fronte seguiti dagli scudi tondi e in ultimo le lance chiudendo la fila con gli arcieri. Procediamo lungo il fossato per incontrare le altre compagnie e ci uniamo in un’unica fila che prende campo sotto le mura. Sento le grida dei serragenti degli arcieri impartire loro gli ordini in cima alle mura. Come la sera prima veniamo portati fino al campo aperto e schierati a dimostrazione di cosa li aspetta mentre i nostri capitani riprovano a parlamentare un abbandono dell’assalto da parte dei guelfi. E come la sera prima arrivano agli insulti e i nostri capitani tornano da noi con già in mente gli ordini per la battaglia! Dalla fila di movimento ci schieriamo in linea e riempiamo quasi il fossato, già questo dovrebbe farli desistere dal voler proseguire nel loro maledetto intento!

I due eserciti sono di fronte l’uno all’altro. Avanziamo lentamente, stavolta sembrano aver capito che l’avvento della sera prima poteva portarci alla rotta. Vedo le loro torri avanzare sospinte lentamente e i fanti ai loro fianchi coprirsi con gli scudi dalle bordate di frecce dei nostri arcieri. Anche il trabucco dalle mura tira diversi colpi. Purtroppo è un’arma troppo lenta alla ricarica e alla mira per essere efficace a brevi distanze. Però li spaventa, indebolisce il loro animo e questo è importante. Avanziamo ancora e siamo ormai pronti per una carica. La loro torre è rimasta indietro e noi evitiamo di esporci frontalmente al tiro dei loro arcieri. Siamo a pochi metri ormai e inevitabilmente vieni ordinato l’impetus!

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Spingiamo come solito, anche se la stanchezza della sera prima sommata al caldo comincia a farsi sentire nelle gambe. I due eserciti si fronteggiano in una sfida di forze. Nessuno indietreggia però oggi. I muri di scudi si fronteggiano duramente senza che nessuno dei due ceda di un passo. Dopo momenti durati un’eternità sentiamo contare per preparare una spinta e, come ordinato dai nostri capitani prima di prendere campo, cediamo quando loro contano il terzo comando, quello di spinta. Cediamo e li lasciamo avanzare facendo loro mancare il confronto con i nostri scudi. L’idea funziona e per qualche istante sono scomposti. Cominciamo lì a colpire e ci apriamo ai fianchi dello schieramento. Comincia la battaglia! Sento diversi colpi toccarmi l’elmo ma niente di abbastanza forte dal farmi desistere dall’attaccare i lancieri che cercano di penetrare le nostre difese sul fianco. Siamo la prima linea di difesa del nostro schieramento e non possiamo cedere! Guardo il centro dello schieramento e vedo diversi compagni lottare corpo a corpo, vedo le loro spade a terra scivolate di mano e altri compagni che cercano di dar loro man forte. La situazione è di stallo, nessuno cede e nessuno riesce ad infliggere all’altro perdite sufficienti! Veniamo chiamati di nuovo a riformare la linea e così facciamo. Ci ricompattiamo e torniamo a formare una linea unica. Dopo qualche attimo in cui possiamo solo difendere ci viene impartito l’ordine di indietreggiare lentamente! Vogliono sicuramente farli arrivare alle mura per prenderli alle spalle come ieri! Eseguiamo, lentamente e con cadenze chiamate dai serragenti indietreggiamo fino a raggiungere quasi le mura.

Staccati dalla mischia indietreggiamo mentre loro avanzano quasi alla stessa velocità, ma poco dopo incrementiamo le cadenze e indietreggiamo più velocemente aumentando lo spazio tra noi e loro. Ormai siamo sufficientemente distanti ed infatti viene chiamata la formazione in colonna e velocemente veniamo guidati fuori dal campo di battaglia. Sentiamo dietro di noi l’esercito dei guelfi che assalta le mura e i rumori delle frecce dei nostri arcieri che colpiscono le torri!

Sappiamo già cosa ci aspetta e che dobbiamo muoverci velocemente. Corriamo per effettuare la stessa manovra di ieri e prenderli alle spalle sperando che i loro comandanti siano nuovi o non pensino siamo talmente folli da effettuare la stessa manovra della sera prima.

Velocemente aggiriamo il fossato e compariamo alle loro spalle. Siamo già formati in colonna e in pochi istanti, al comando giusto formiamo la linea. Riprendo il mio posto e cominciamo ad avanzare ma stavolta qualcosa non và. Il mio capitano comincia a gridare qualcosa! Non sembrano essere sorpresi anzi, sembra che il nostro stratagemma non stia riscuotendo la stessa paura della notte precedente. Sono rilassati, si girano velocemente a fronteggiarci. Ma il capitano continua ad urlare che qualcosa non và, non sono abbastanza! Continua ad urlare di stare attenti che mancano delle persone e solo troppo tardi ci accorgiamo ci ciò che ci vuole dire! Solo all’ultimo minuto mi giro e vedo spuntare dietro all’angolo del castello un drappello di guelfi che ci ha seguito e ha effettuato la nostra stessa manovra. Siamo presi tra due fuochi!!! Ci hanno incastrato e la nostra linea ora è attaccata alle spalle. Non ragiono. Mi muovo in fretta e faccio la staffetta verso il comandante delle nostre truppe per avvertirlo. Ma è troppo tardi, quando si gira e capisce ormai siamo prossimi allo scontro frontale e il drappello che ci ha preso alle spalle è molto vicino. Prendo l’iniziativa, abbandono il mio posto sperando di riuscire a prendere tempo. Chiamo con me alcuni compagni e affrontiamo frontalmente il drappello che ci ha preso alle spalle. Sono in pochi, pochissimi, ma sufficienti per creare abbastanza scompiglio nelle nostre fila e dividerci. In formazione aperta e senza un ordine preciso li affrontiamo e cominciamo a schiacciarli verso il muro, in pochi minuti vengono messi spalle al muro e tra lance e spade riusciamo ad avere la meglio ma quando mi volto vedo l’inferno!

La nostra linea ha ceduto completamente! Vedo i corpi dei miei compagni a terra, feriti o trafitti. Senza la seconda linea che ha attaccato il drappello la prima linea non ha retto lo scontro con il nemico e ha ceduto. Tutti sono a terra e solamente noi pochi che ci siamo distaccati per coprire le spalle siamo in piedi nel fossato. Ma sono troppi! Molti ne trafiggo ma altrettanti escono dalle loro fila. Li vedo accanirsi contro di noi, pieni di malanimo e assetati di vendetta per la disfatta della sera prima! Colpiscono e colpiscono i miei compagni più volte, con rabbia e cattiveria come a dimostrare che lo scontro della sera prima è stato vinto da noi solo per fortuna. La loro linea ormai è aperta, escono fuori assetati di vendetta combattendo corpo a corpo con ognuno di noi e uno ad uno cominciamo anche noi a cadere. E’ una disfatta, siamo caduti nel nostro stesso giochetto! La mia mente vaga persa nella disperazione e purtroppo ormai so di non avere speranza. Provo a resistere ad alcuni attacchi, provo a difendermi pur essendo accerchiato e tra gli ultimi di noi a cadere ma tutto è inutile! Vedo un tondo accompagnato da un lanciere che avanza, colpisco rapidamente il lanciere ma l’armato al suo fianco fa in tempo ad avvicinarsi, troppo. E’ troppo vicino, ormai è all’interno della mia guardia e non posso più usare la lancia per difendermi. Mi gioco il tutto per tutto, gli corro incontro cercando di precedere il colpo che vedo prepara per colpirmi alla testa. Allungo il braccio esattamente mentre lui lo abbassa per colpirmi. Sento la mia mano afferrargli il braccio ma in quell’istante sento un tonfo sordo comprimermi l’elmo verso la testa. Il mondo si stà rovesciando su un fianco. Non sento più nulla. Sento solo caldo alla fronte e l’occhio sinistro mi si chiude. Tutti i rumori vengono attutiti e il caldo si stà trasformando in freddo.

Sono stato colpito!

L’ultima cosa a cui penso mentre perdo conoscenza è se quest’ultimo colpo sarà solo l’ennesima cicatrice sul mio corpo o se sarà l’ultima ferita della mia vita.

 

 

 

La battaglia del pedites – Giorno I

Ancora una volta siamo chiamati da alleati del nostro signore a difendere mura non nostre. Come sempre siamo pronti a muoverci per difendere la giustizia.Abbiamo cominciato la marcia verso Urgnano diversi giorni fa ed arriviamo alle mura fortificate a metà mattina. Ci viene dato il benvenuto e permesso di piantare il campo nella fossa delle mura che difendono il forte. Un fossato profondo che offre anche un ottimo riparo dal sole che in questi giorni estivi ci arroventa sotto la tunica. Trasportare tutto l’armamentario militare sotto questo sole è un incubo e anche se siamo ormai svelti e capaci piantare il campo è faticoso anche oggi.Terminiamo comunque più rapidamente possibile di piantare il campo e i nostri comandanti vanno a porgere i loro saluti alle altre compagnie già accampate. I soliti compagni che spesso ritroviamo uniti sotto la comune effige.Fortunatamente Urgnano è ormai un paese civilizzato ed essendo anche molto ospitale c’è un’osteria che foraggia cibo per tutti coloro che possono scegliere al costo di poche monete. Chi di noi ha scelto l’osteria non rimane deluso e io sono tra questi. Mangiamo tutti a sazietà e ad un prezzo modico, nonostante l’oste si riveli alla lunga un po’ complicato di mente. Torniamo al campo soddisfatti.

Il pomeriggio sarebbe passato oziosamente sereno se non fosse per quegli sporchi maledetti guelfi che si presentano davanti al castello con legni e martelli e cominciano a costruire le loro inquietanti torri d’assedio! Battono e martellano per ore intere mentre noi, dal fossato cominciamo a presagire uno scontro molto deciso. I nostri comandanti si radunano e parlamentano a lungo per trovare la migliore tattica possibile tesa a rendere inespugnabile il castello. Comincia ad annuvolarsi il cielo.

Passano le ore e i martelli poco a poco tacciono ma solo per far calare un silenzio tombale che lascia presagire morte…e in cielo le nuvole sono sempre di più. Arrivano altri rinforzi nel nostro accampamento ed in altri alleati, ormai tutti cominciamo a prepararci alla battaglia perché abbiamo chiaro che il primo tentativo di attacco lo faranno con il favore della notte! Si cominciano a vedere spuntare all’accampamento corazze e cotte, lance e spade, mazze e scudi. Cominciano poi ad arrivare i serragenti che ci passano in rassegna e mentre scende il buio gli arcieri prendono posto sulle mure più alte. Le nubi si sono addensate e coperte dal calare della notte si stanno ammassando sopra al castello, l’odore della pioggia imminente ormai è ovunque nell’aria…. nonostante il pronostico del nostro capitano degli arcieri dica il contrario.Ci incolonniamo, l’umore è alto e i comandanti lo alimentano, ci tengono pronti alla difesa e ci fanno giurare che non lasceremo prendere il castello finchè saremo vivi: e così noi faremo! Prendiamo la cadenza del passo proprio mentre le prime gocce bagnano il mio zuppone. Veniamo radunati sotto le mura, tutti i difensori insieme e ormai la pioggia è decisa e pesante sui nostri elmi. La sentiamo ticchettare incessantemente mentre vediamo i nostri comandanti fare l’ultimo tentativo per evitare lo scontro al centro del fossato parlamentando con il nemico. Fin dalle mura si sentono le offese con le quali quei cani guelfi apostrofano i nostri capitani. E scontro sia! Al ritorno dei capitani sappiamo già cosa ci aspetta, e siamo già pronti a resistere. Ci viene impartito l’ordine di metterci in linea e con quella formazione li attendiamo. I cani prendono campo con i grossi pavesi per coprirsi dalle nostre frecce e si riparano dietro alle torri d’assedio. Cominciano a spingerle verso le mura e ad avanzare coperti dagli scudi mentre i veterani della linea malediscono di non aver avuto abbastanza tempo per preparare delle trappole per bloccare l’avanzamento delle torri.Dalle alte mura del castello si cominciano a levare le prime salve di frecce infuocate, letali e utili anche per illuminarci il campo.

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Purtroppo sono ancora troppo distanti per riuscire ad infliggere loro delle perdite e procedono verso di noi intatti. I nostri capitani sono bramosi di scontrarsi, probabilmente il parlamentare di pocanzi ha suscitato in loro sufficiente rabbia da fargli perdere la prudenza e ci ordinano di avanzare. Ci fanno procedere invece che aspettarli, una mossa rischiosa che aumenta la tensione tra le fila ma procediamo a passo cadenzato fiduciosi.

Li vediamo avvicinarsi, lentamente, sembra che ci vogliano aspettare e non assediare. Tentennano, forse la loro fede non è all’altezza del nostro schieramento e questo ci fa fare altri metri verso di loro. Siamo ormai lontani dalle mura e le spalle scoperte non sono mai un buon auspicio in combattimento. Prego Dio che non abbiamo escogitato agguati e confido negli arcieri. Ormai siamo a pochi metri da loro, sentiamo la tensione arrivare al picco e atteso come il sole all’alba ci viene ordinato l’impetus! Carichiamo!! Spingiamo e spingiamo ancora con tutto noi stessi confidando solo nella robustezza dei targonieri che reggeranno sia il nostro peso e sia il contrasto con il nemico. Spingiamo ancora sotto gli ordini dei capitani e li facciamo retrocedere. Perdono terreno e tentennano ma il clangore delle armi comincia a regnare sul campo. Comincia la battaglia e i fianchi dello schieramento vengono attaccati. I lancieri escono dalle ultime fila e cominciano a cercare obbiettivi tra le nostre truppe. Sono tanti e con i compagni facciamo fatica a tenerli lontani, ci colpiscono leggermente, ferite insignificanti ma tediose. Vedo al mio fianco i miei compagni sbracciarsi come me per proteggere il lato dello schieramento in cui siamo poi mi si apre un varco enorme, posso affondare la punta in buco tra le loro difese. Lo faccio, accecato dal sangue, mi lancio a distribuire il giusto castigo che meritano, incalzo diversi tondi mal difesi da un solo lanciere! Affondo diverse volte, più e più colpi nei fianchi e nel petto senza fermarmi. Indietreggiano ma non riescono a fermarmi! “In lineaaaaa!!! Torna in lineaaaa lanciere!!!!” Questo urlo si fa breccia tra la mia frenesia e la voce del mio capitano mi risveglia dalla foga della battaglia in cui ero caduto, mi ordina di rientrare in formazione. Mi guardo intorno come uscito da un sogno e tranne lui al mio fianco che mi grida nelle orecchie non c’è nessuno! Sono solo a moltissima distanza dai compagni, rapito da quella furia cieca ho lasciato la formazione e mi sono scoperto! Solo la fortuna mi ha protetto e solo la gentilezza del capitano mi ha salvato dal lasciarmi alla mercè dell’esercito nemico venendomi a scuotere con le urla e l’ordine di rientro. Retrocedo di corsa e riprendo la mia posizione accompagnato dal capitano. Il nostro schieramento non ha subito perdite e loro sono stati ricacciati indietro. Veniamo richiamati in linea mentre sia noi che loro ci riordiniamo. Non capisco cos’abbiano in mente i nostri comandanti però ci fanno retrocedere dietro le mura. Ci stiamo ritirando! Stiamo lasciando campo aperto agli assedianti e soprattutto stiamo abbandonando gli arcieri sopra le mura alla mercè delle torri d’assedio!

Procediamo in fila seguendo gli ordini ed effettuiamo un largo giro delle mura, impossibile che quei cani guelfi si lascino prendere alle spalle ma sembra davvero essere questo il piano. Aggiriamo velocemente tutto il campo di battaglia protetti alla vista dal castello e muovendoci più silenziosamente possibile sentiamo il clangore delle armi provenire dalle mura; sicuramente le torri hanno toccato le mura! Speriamo che gli arcieri riescano ad impedir loro di scendere dalle torri! Lo spero per loro e per noi, se dovessimo ritardare troppo il nostro attacco i nemici sarebbero già penetrati nelle mura e non ci sarebbe più nulla da fare: gli avremmo consegnato il castello senza praticamente combattere! Aggirarli è stata davvero una mossa rischiosissima però appena risbuchiamo nel fossato e ritorniamo in vista delle mura assediate vediamo che i nostri arcieri sono stati furbi e intelligenti, hanno bloccato le porte delle torri con dei tronchi per non farli uscire e i nemici ora stanno combattendo all’arma per poterle liberare.Ma ormai è troppo tardi! Siamo di nuovo sul campo e prontamente il comandante ci dà l’ordine della linea e di avanzamento al passo. Ora ci hanno visti, sanno che siamo dietro di loro e le porte bloccate delle torri perdono importanza, ora sono presi tra 2 fuochi e noi cominciamo ad avanzare al passo cadenzato dal nostro capitano.Ci avviciniamo sempre più minacciosi e sicuri della nostra forza mentre loro tentano di riformare una linea e fronteggiarci più ordinati possibile. Sono nelle nostre mani. Avanziamo aumentando il passo.

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Arriviamo abbastanza vicino da vedere la paura nei loro occhi, non sono ancora pronti, non si sono ancora riformati in una linea compatta ed è troppo tardi! Impetus sento gridare e tutti insieme sfondiamo la loro insignificante resistenza, li facciamo indietreggiare piegandoli come fili d’erba al vento. Sfondiamo le loro fila senza il minimo sforzo tanto da subire alcune perdite a causa della troppa foga che porta alcuni novellini fin dentro alle loro fila, a tiro delle loro spade. Infuria di nuovo la battaglia, le armi riprendono a sibilare introno a me che con attenzione cerco di tenere a freno quello che sembra essere il loro migliore drappello di lance. Con la coda dell’occhio vedo la loro linea arrivare spalle al muro e rovinare a terra in fiotti di sangue. La nostra linea li ha schiacciati e i nostri fanti stanno cominciando a mietere vittime ad ogni colpo! La vittoria è ormai certa. Ma la mia lotta prosegue. Un mio compagno colpisce e viene colpito più volte da un nemico che come una furia cieca non sente le ferite e avanza in preda al terrore di chi si sente già morto! Sono attimi furibondi e andiamo in tanti in soccorso del nostro commilitone trafiggendo in molteplici modi il suo nemico che solo dopo innumerevoli colpi finisce a terra esanime! Mi guardo intorno e vedo la ormai la loro resa, i pochi guelfi rimasti vivi chiedono solo pietà e molti altri corpi dei loro commilitoni giacciono a terra morti. Vittoria!! Assoluta e schiacciante vittoria contro gli assedianti, il castello è salvo…

Arti e Mestieri in Rocca a Vignola

Nei giorni Sabato 6 e Domenica 7 Giugno 2015 la Rocca di Vignola sarà la cornice di una rievocazione storica dedicata ad arti e mestieri medievali.

Dopo l’ edizione 2014 incentrata sulla riproposizione dell’ assedio della Rocca che nel 1239 vide opporsi truppe modenesi e bolognesi,  i gruppi di CORTE XIII SECOLO (http://www.corte13.it/) insieme al GONFALONE DEL BUFALO (https://www.facebook.com/VexillumBufali) proporranno alcune delle arti tipiche del XIII secolo italiano.

Nella Rocca di Vignola potrete vedere all’ opera fabbri, coniatori, conciatori, scrivani, orafi, arcai, sarte e tessitori, cerusici ed altre figure che vi invitiamo a scoprire. Inoltre la truppa di guardia ed altri figuranti popoleranno il castello ed offriranno uno spaccato di vita che vi riporterà direttamente al XIII secolo vignolese.

I visitatori potranno interagire con i rievocatori e soddisfare qualsiasi curiosità grazie alla scrupolosa preparazione degli stessi.

INFO 

Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari 4, Vignola (Mo)

Orari: sabato 6,   h 15.30 – 23.30 Domenica 7,   h 10.30 – 19.00

Servizio di visita guidata gratuito – Per info: tel. 059 775246  www.roccadivignola.it

L’ organizzazione dell’ evento è curata dal gruppo di rievocazione storica Cavalieri del Fiume, dalla Fondazione di Vignola (http://www.fondazionedivignola.it/) e dall’ Associazione Culturale EIDOS (http://irene.cortezteam.net/).

Per qualsiasi ulteriore info sull’ evento vi invitiamo a contattarci tramite mail ad info@cavalieridelfiume.com o sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/cavalieridelfiume?fref=ts

VI ASPETTIAMO IL 6/7 GIUGNO!!

Sassuolo – Parco Ducale