La Libera Compagnia dei Cavalieri del Fiume nasce nell’agosto del 2008 dalla passione per il Medioevo di 4 ragazzi che, dopo le prime esperienze in un’altra compagnia, decidono di staccarsi per compiere i primi passi da soli nel mondo della rievocazione storica.

Il periodo storico scelto dai Cavalieri del Fiume è quello del XIII secolo, epoca di Federico II di Svevia, Dante Alighieri e Francesco d’Assisi, buttando talvolta l’occhio a epoche precedenti quali quella normanna.

La compagnia si propone di ricreare quello che poteva essere un gruppo armato del XIII secolo d.C., ricostruendo l’accampamento militare, indossando vestiti e portando armi che venivano utilizzati in quel periodo. La cura di ogni minimo dettaglio è indispensabile per rendere tutto più verosimile a quelli che potevano essere la vita e i costumi dell’epoca.

Nel 2009, le attività dei Cavalieri del Fiume, aumentano notevolmente anche grazie alla collaborazione con la Confraternita del Dragone, compagnia di Pandino in provincia di Cremona. Nel mese di febbraio, i Cavalieri del Fiume partecipano come figuranti a “Pazzi per la Storia” documentario di History Channel, andato in onda nel giugno 2009.

Tutte le rievocazioni sono studiate per coinvolgere il più possibile il pubblico, con una particolare attenzione per i bambini.

La Compagnia può sceneggiare scontri e coinvolgere i presenti anche con giullari, musici ed arcieri.

Prima di ogni scontro vengono spiegate le tecniche di base della scherma medievale, sia per i combattimenti singoli che per le battaglie di gruppo in schieramenti serrati.
Alla fine di ogni scontro o di ogni scena il pubblico viene invitato ad avvicinarsi al campo dove vengono mostrate armi ed armature e si tengono brevi approfondimenti storici.

 

Una cura particolare viene messa nella rievocazione dei duelli e degli scontri di gruppo, tutti effettuati seguendo i dettami del FLOS DUELLATORUM,  manuale di scherma e di lotta scritto da Fiore dei Liberi, noto Maestro di Spada, dei primi del Quattrocento. Sotto la guida di Patrizio tutti i combattenti della Compagnia dei Cavalieri del Fiume fanno pratica settimanale delle tecniche di spada, lancia ed ascia da utilizzare nel corso delle manifestazioni, al fine di rendere gli scontri  estremamente realistici ma sicuri per i partecipanti.

 

Il testo del Flos ci è stato tramandato in tre testimoni: due di essi appartengono alle collezioni Getty e Morgan. Il terzo, appartenuto alla collezione Pisani-Dossi, è andato perduto agli inizi del XX secolo, sebbene se ne disponga ancora una riproduzione in facsimile.

Ogni sezione di tecniche d’armi è aperta dall’illustrazione di un magistro isolato (rappresentato da una figura umana armata e recante una corona dorata sul capo); generalmente il magistro è seguito dai magistri remedy (identici nell’iconografia) che mostrano le tecniche contro altre figure umane denominate zugadori (prive di corona e segni di riconoscimento); le varianti delle tecniche sono illustrate dagli scolari (figure umane senza corona contrassegnate da una fascia dorata sotto il ginocchio); le contro-tecniche sono mostrate dai contrari (rappresentati con una corona dorata sul capo e una benda dorata sotto il ginocchio). Le glosse sarebbero assai ardue da interpretare senza l’ausilio delle immagini e, al contempo, le illustrazioni, nella loro staticità, non potrebbero rendere conto dello svolgimento dell’azione senza un’adeguata glossa. È quasi certo che le illustrazioni e il testo non possono essere opera del vecchio spadaccino, che deve essersi necessariamente servito di un copista e di un artista di professione. L’alta qualità delle illustrazioni è strettamente in connessione con la questione della committenza dell’opera: senza un finanziamento della corte sarebbe stato impensabile, per uno spadaccino, accollarsi l’onere e le spese necessarie per assoldare un artista di professione cui affidare l’illustrazione del testo.